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Vignaioli & Vignerons

di caparsa (02/12/2009 - 21:50)


Tra il 4 e il 13 dicembre si svolge una iniziativa lanciata da Slow Food con la collaborazione di Regione Toscana "Vignaioli & Vignerons" dedicata al nuovo corso di Slow Food per un'agricoltura sostenibile.
Mi immagino i vignaioli con i calli sulle mani,  volti bruciati dal sole e dal vento, sguardi incazzati contro la burocrazia che opprime noi vignaioli.

I vignaioli, nella percezione popolare, sono quelli che lavorano manualmente e che nel bene e nel male producono vini espressione della terra madre e che credono fermamente nella protezione ambientale.
Allora cosa ci azzecca, nel programma, l'intrigante “Talk Show con Le Grandi famiglie del Vino: Antinori, Folonari, Frescobaldi e Mazzei” oppure “la degustazione nelle Cantine Banfi di Montalcino” ? (per non parlare d'altro...).
Ma forse i veri nuovi vignerons sono proprio loro con la loro tecnica esagerata, con i loro diserbanti, con il loro ufficio di PR e con le loro Banche, non noi piccoli callosi e anche rompiscatole...

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Il Vino diviso

di caparsa (20/06/2009 - 11:48)


Il vino sempre più si divide in due categorie: il vino bevanda e il vino d’identità territoriale.

Il vino bevanda, espressione dell’indagine del gusto e delle mode del momento storico, gode di molto consenso anche attraverso marketing intensivi. Ha appoggi del sistema. I numeri produttivi e commerciali sono altissimi. Solitamente è un vino di facile comprensione finalizzato anche ad un consumo poco consapevole e quindi di larga fruibilità e accessibilità.

Il vino d’identità territoriale ha bisogno, per essere apprezzato, di consumatori più evoluti che ricercano sapori e sensazioni non omologati, ma sono una piccola nicchia del mercato. Questi vini sono di solito l’espressione del vignaiolo e delle sue vigne (il terroir), espressione del vitigno autoctono e non alloctono, espressione di una certa cultura ormai sopraffatta dalla tecnica dei vini bevanda.

Le difficoltà per la sopravvivenza di questi vignaioli (di cui faccio parte) sono evidenti, anche e soprattutto ora in quest’epoca di crisi in cui il prezzo più basso fa la differenza. Le difficoltà sono molte ma ne ricordo solo due che secondo me sono importanti: difficoltà della comunicazione di tante piccole realtà molto diverse tra loro e difficoltà di un progetto comune unico e semplice per la valorizzazione delle differenze. Per il supporto morale dei vignaioli artigiani, spesso più importante del lato economico, per dare incoraggiamento ed entusiasmo, ricordo che si può aderire all’Appello in difesa dell'identità del vino italiano

Per sottoscrivere l'appello: http://www.firmiamo.it/indifesadellidentitadelvinoitaliano 

Interessante questo articolo dopo un anno dal lancio dell’iniziativa (cliccate qui)

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