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Macchi, Masnaghetti, Sangiorgi, Ziliani

di caparsa (26/03/2009 - 21:21)


In molti mi hanno chiesto le motivazioni delle tre pagine ai quattro migliori giornalisti secondo la mia “Guida ai giornalisti enogastronomici d’Italia 2009”.

Allora eccoli:

Franco Ziliani: è giornalista di lunga esperienza. Il suo merito è quello di essere in qualche modo riuscito a staccarsi da un giornalismo tradizionale e a volte necessariamente clientelare per approdare con il suo blog Vinoalvino in una zona dove la velocità e la partecipazione all’informazione lo rende innovatore in questo campo. Si è distinto in particolare nel 2008 per la sua tenace battaglia per i vini veri, non taroccati, in particolar modo nella battaglia in favore della purezza del Sangiovese del Brunello di Montalcino.

Carlo Macchi: giornalista toscano verace in quel di Poggibonsi, terra natia del maestro assaggiatore Giulio Gambelli. Proviene da esperienze gamberose, Gambero Rosso, da cui si è staccato approdando nel suo winesurf. I suoi articoli sono ricchi di scanzonature, ironie e gioiose prese dei fondelli per tutti, con grande giovamento del troppo serioso mondo in cui opera. Degustatore sopraffino, lancia continuamente valide idee e iniziative, come la battaglia contro il vetro pesante delle bottiglie. Inoltre con la sua rubrica "enologo fantasma" ha svelato molti trucchi dei vini "poco veri".

Alessandro Masnaghetti: da molti anni realizzatore della rivista Enogea. Recentemente con le sue realizzazioni delle mappe delle vigne dei migliori territori viticoli italiani, ha riportato finalmente l'attenzione degli appassionati sui vigneti e non tanto sugli enologi com’è stato fatto dagli anni '80. Emiliano d’origine è riservato, sprigiona serietà in tutto quel che dice. Non si lascia incantare da nessun produttore o vino, ammettendo che il percorso e quindi il palato e la valutazione di un’assaggiatore, come lui, varia nel tempo.

Sandro Sangiorgi: fondatore della rivista trimestrale Porthos. Ama i vini veri, quelli fatti con l’amore e il territorio e non quelli fatti per il mercato. E’ riuscito a mettere insieme una "ciurma” (collaboratori), giovani e appassionati dove trovano in Porthos la loro realizzazione di vita. La rivista si distingue per la sua poeticità, arte e unicità; soprattutto non si avvale d’alcuna pubblicità delle aziende e per questi motivi si pone sul filo del rasoio della sopravvivenza, mantenedo un’indipendenza notevole per questi tempi. E’ stato uno degli ideatori nel 2008 della petizione "In Difesa dell'Identità del Vino Italiano che ha raccolto quasi 1300 firme dimostrando una grande capacità di divulgare l’idea dell’arte del vino.

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Guida ai Giornalisti Enogastronomici 2009

di caparsa (05/03/2009 - 18:41)


Ecco finalmente i vincitori delle “tre pagine” rivolte ai giornalisti vinicoli che, secondo me, rappresentano una punta d’eccellenza nel settore.

Voglio oggi lanciare questa nuova iniziativa: La Guida dei giornalisti enogastronomici d'Italia, ad uso dei produttori di vino che vogliono districarsi tra i numerosi attori e le loro innumerevoli interpretazioni. Una guida pratica, snella, per avere un panorama completo e sintetico del giornalismo vinicolo.

Quest’anno i vincitori delle “tre pagine 2009” sono addirittura quattro. Essi hanno divulgato in modi molto indipendenti il concetto vino, senza farsi troppo trascinare dal business. I loro interventi si sono dimostrati sinceri, con riflessi di poesia. L’indiscutibile originalità dei loro lavori hanno elevato il vino a prodotto umano, con i difetti e i pregi propri dell’umana condizione.

I vincitori delle “tra pagine 2009” sono:

Sandro Sangiorgi

Alessandro Masnaghetti

Franco Ziliani

Carlo Macchi

Ciccando sui loro nomi, potete trovare l’essenza delle loro fatiche. La selezione dei vincitori nella finale si è determinata con l’attenta lettura e valutazione, a occhi bendati, di moltissimi lavori che ho reperito in giro. Ritenendo che non mi è possibile vagliare tutto il mondo eno-giornalistico, si cercano collaboratori per giudizi il più completi e imparziali possibile, grazie.

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Giornalisti 2

di caparsa (02/02/2009 - 21:35)


Questo è un post un pò controcorrente, suppongo.
Recentemente avevo già scritto come avevo sottolineato la litigiosità tra giornalisti (Vedi qui).

Devo constatare adesso la lite tra Gambero Rosso/Slow Food (Daniele Cernilli) e Porthos (Sandro Sangiorgi). Ho letto su Winesurf.it e Porthos.it  la sentenza di un giudice circa la questione del contendere. Non faccio commenti, naturalmente, ma vorrei sottolineare ancora una volta come la competizione tra giornalisti assomigli a una guerra senza quartiere. Riporto una lettera che ho ricevuto da Daniele Cernillli, oggi. Non so esattamente perché è stata inviata anche a me, che non sono un giornalista ma solo un agricoltore con un certo senso critico, ma suppongo che sia stata inviata a diversi blogghisti. Essendo esterno alla questione, questa lettera può essere interessante per chi cerca di capire, soprattutto tra i produttori, il mondo del giornalismo e di quello che rappresenta nel bene e nel male.

Roma, 30 gennaio 2009

Cari amici, anche per replicare a quanto sta apparendo su alcuni blog e su alcune riviste di stampa di settore, in relazione alla sentenza di primo grado riguardante le affermazioni fatte da Sandro Sangiorgi nel corso del programma Report, e che ha visto GRH e Slow Food perdere, vi invio quanto segue, pregandovi di leggere queste righe con attenzione.

“E’ una delle più importanti griffe enologiche italiane. Da un recente sondaggio è scaturito addirittura che il marchio Santa Margherita è il più presente fra quelli italiani nella ristorazione internazionale di livello medio-alto. Un risultato davvero confortante per questa grande e famosa azienda di proprietà del gruppo Marzotto. Noi ne prendiamo atto e facciamo i doverosi complimenti. Però dai vini che ci propone anno dopo anno ci aspetteremo qualcosa di più. Ci sembra, infatti, che le strategie di comunicazione e d’immagine, che sono fra le più efficaci, se non le più efficaci, nel comparto enologico, dovrebbero essere meglio supportate dalla qualità media dei vini proposti. Tutti prodotti corretti e ben fatti, intendiamoci, però rileviamo la mancanza di un paio di vini di qualità estrema, un settore che viene affrontato con successo dalla stragrande maggioranza delle grandi cantine italiane. Perciò va benissimo che il Versato’97, un gradevole merlot di buon corpo e abbastanza tipico nei profumi, vinca un premio al Banco d’assaggio di Torgiano, un importante concorso vinicolo nazionale. Come va bene che il Cabernet Ca’ d’Archi’96 o l’Alto Adige Muller Thurgau’98 o il Valdadige Pinot Grigio Impronta del Fondatore‘98 si attestino su indiscutibili livelli di correttezza tecnica. Vorremmo però più carattere, più “anima”, più concentrazione, più note tipicamente varietali. Vorremmo insomma che a tanta immagine così ben creata e articolata corrispondessero vini davvero interessanti e non solo ben fatti, corretti e piacevoli.

Questa è la scheda che sarebbe servita per ottenere pubblicità. Qualche precisazione. Quell'anno, era l’edizione del 2000 di Vini d’Italia, Sangiorgi inserì le schede grandi di Bolla, Zonin e Lamberti. quest'ultima con punteggi identici a quelli della Santa Margherita. Dopo la pubblicazione di questa scheda Alessandro Alì, allora direttore commerciale della Santa Margherita, mi telefonò lamentandosi e dicendomi che sarebbe stato meglio non scrivere nulla, se dovevamo scrivere certe cose. Chi lo conosce, oggi lavora presso le Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari, può chiedergli conferma. Per quanto ne so io, quella scheda l’avrebbe potuta benissimo scrivere lo stesso Sangiorgi, visto che il Veneto era ed è coordinato da Slow Food. In ogni caso escludo che sia servita ad ottenere pubblicità dalla cantina in questione. Non è semplicemente accaduto. Cercheremo di provarlo in appello, senza pretendere di avere ragione, ma difendendo le nostre ragioni meglio di come abbiamo fatto in primo grado.

Daniele Cernilli 

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