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Calo dell'entusiasmo

di caparsa (10/10/2009 - 14:07)


Stiamo assistendo alla fine di un’euforia. Il drammatico calo dei prezzi per l’uva e il vino alla produzione non è l’unica ragione di questo fenomeno.

Chi lavora in vigna conosce bene il buon valore del lavoro manuale, ma quando il grosso del lavoro è assorbito dalla burocrazia, dalle regole sempre più asfissianti, dalle alterazioni ambientali sempre più estreme, dalle figure che incitano al marketing aggressivo e all’accorpamento per eliminare i piccoli produttori, dalla proliferazione di guide, articoli redazionali, fiere, e giornalisti dell’ultima ora, e dell’aumento del costo del lavoro (regolare), tutto questo crea sfiducia.

L’entusiasmo diminuisce e con questo la creatività, la voglia di fare, il sacrificio per produrre bene e meglio. Comincia a serpeggiare un sentimento di ribellione. Un mio caro amico dice che la felicità è interiore, ed è vero; ma siamo tutti partecipi e coinvolti in questa fase storica in cui molto appare e poco è sostanza. Questo è il problema alla radice. Questo è il problema dei piccoli produttori, abituati al buon valore del lavoro.

Foto: Ville Tuomola

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Un esempio di cattiva burocrazia

di caparsa (17/07/2009 - 22:25)


La lotta contro la burocrazia è dura. L'ultima conferma che mi è capitato è con ARTEA che è l'organismo pagatore dei sostegni in agricoltura della Regione Toscana.

I fatti: ho reimpiantato un vigneto di 0,77 Ha secondo i termini e le norme per l'accesso al contributo (circa 4.000 Euro / Ha) nel  2006. Nel 2008, esattamente il 31/5/2008 ho avuto il collaudo da un tecnico funzionario della Provincia di Siena, tutto O.K.. Ma l'organismo pagatore non ha pagato. Sono state cambiate le procedure. Oggi 17/7/2009 c'è stato un'altro collaudo con un altro tecnico, pagato questa volta da ARTEA, che ha praticamente rifatto ciò che era stato fatto in precedenza. A due anni di distanza ancora non è stato erogato il contributo.

Sono d'accordo per i controlli necessari affinchè i furbi siano eliminati, ma mi domando quanto si spende in burocrazia per erogare un legittimo contributo. Azzardo: 65% per la burocrazia e 35% per il destinatario del contributo, in media. La Regione Toscana è sulla carta in generale all'avanguardia, ma nelle altre Regioni che succede? Quale potrebbe essere la proporzione? Anche un 95% per un 5%?

Speriamo che le cose migliorino, altrimenti è proprio un casino.

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E' una lotta continua

di caparsa (11/05/2009 - 22:18)


Purtroppo non riesco a trovare il tempo per scrivere…

sto lottando contro la crisi economica, le scadenze, gli obblighi, le bollette, la burocrazia, i furbi, i cingliali, i caprioli, l’erba nella vigna, la peronospora, l’oidio, e un figlio che mi fa arrabbiare. Lotta continua…

Tag: lotta,continua,burocrazia

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Quale scenario per il futuro, in Chianti?

di caparsa (26/04/2009 - 19:26)


Il paesaggio muta secondo le condizioni economiche e sociali. Lo testimonia l'epoca mezzadrile, che ci ha lasciato un paesaggio ricco di bellezza spontanea, con i casolari e le sistemazioni agrarie al centro di un paesaggio che ci invidia tutto il mondo. Invece, subito dopo la seconda grande guerra il paesaggio si trasforma in decadenza, abbandono, esodo, vuoto. Sembra impossibile che tale passaggio sia stata la fortuna del Chianti: un luogo dove il tempo si era fermato e per questo motivo divenuto attrazione universale per chi ha vissuto il caos delle metropoli. Nuove energie si sono sviluppate: casolari ristrutturati, vigneti e oliveti rinati ad antico splendore, strutture turistiche che attraggono clienti mondiali...

ma domani, cosa succederà?

In fondo il territorio è di chi lo vive, non del turista, che tra l'altro abbrevia la permanenza sempre più o dello speculatore che prende e non dà nulla in cambio. Chi vive il Chianti, con la sua quotidianità, è il semplice artigiano, il piccolo imprenditore, l'agricoltore. L'industria, la grande imprenditoria, le aziende agricole internazionalizzate, non hanno finora condizionato più di tanto la vita quotidiana del territorio. Ma domani, cosa succederà?

La mia impressione che questa crisi possa influenzare il Chianti più di quanto si pensi lo testimonia il fatto che molti piccoli agricoltori, sia per eccessiva burocrazia, sia per mancato ricambio generazionale, sia per motivi strettamente economici, stanno abbandonando il territorio; vendono, abbandonano, affittano, stretti nella morsa della crisi. I numeri ancora non sono certi, ma basta telefonare al Consorzio Chianti Classico per capire che il fenomeno è sotto gli occhi di tutti: le dichiarazioni di produzione vitivinicola 2008 possono essere confrontate con gli anni precedenti in termini di numero dei titolari, in forte calo.

Tag: Chianti,territorio,vino,burocrazia,crisi,economia

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Un’altra burocrazia: ci salverà la telepatia?

di caparsa (07/01/2009 - 19:16)

Molti produttori vitivinicoli hanno aderito al programma OCM 2006/7 per il rinnovo dei vigneti vecchi. Dopo il controllo, cioé il collaudo del 2008, tutti attendevano la liquidazione che non è arrivata. La domanda cartacea di contributo fu presentata nel 2006, ma ha cessato d’essere attiva nell’agosto 2008 (nessuno lo sapeva fino a pochi giorni fa), perciò tutte le domande non ancora saldate devono ora transitare su un nuovo regolamento con una nuova domanda entro il 15 Gennaio 2009, solo telepaticamente. Sì, dico telepaticamente e non telematicamente perché moltissime aziende agricole ancora non sono raggiunte dall’Adsl, ma anche per chi ha l’Adsl la domanda è così complessa che occorre inviarla NECESSARIAMENTE tramite soggetti terzi, guarda caso solo i sindacati e i liberi professionisti che per la loro felicità hanno accesso alle istruzioni necessarie per la compilazione….

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Un'altra burocrazia

di caparsa (12/11/2008 - 15:00)


In toscana molti agricoltori vitivinicoli hanno piccole produzioni di olio extra-vergine di oliva, come me. E’ un nobile prodotto, che certamente non dà alcun profitto anzi è “a rimessa” e spesso si imbottigliano poche bottiglie per completezza di gamma (vino e olio…).

L’ultima trovata della burocrazia (in difesa del consumatore? Mah! Ho i miei dubbi) è l’obbligo del registro di carico-scarico per chiunque voglia vendere l’olio, anche chi vende 10 litri al vicino di casa!

Questo significa:

-         andare in Provincia con una serie di documentazioni: permesso sanitario, planimetrie del locale di imbottigliamento, domanda di riconoscimento degli impianti di condizionamento degli oli extravergini con designazione di origine, fotocopia documento

-         Fornirsi del registro

-         Andare alla Repressioni frodi per la vidimazione del registro

-         Tornare in Provincia per l’assegnazione di un codice alfanumerico da riportare in etichetta

-         Comunicare alla repressioni frodi, ogni sei mesi, il “riepilogo della movimentazione”

-          Multa da 600 A 9.000 Euro per qualsiasi mancanza di una qualsiasi ottemperanza citata

-         Gettare tutte le etichette, per rifarle nuove con le nuove diciture obbligatorie

Tutto normale per chi imbottiglia una discreta quantità di Olio Extravergine, ma secondo me NON normale per chi imbottiglia numeri piccoli (potrei suggerire meno di 500 Litri).  Alla faccia della sbandierata semplificazione in agricoltura… l’ennesima manovra per eliminare chi produce piccole quantità… ulteriori costi e sempre a carico di chi produce appassionatamente… Nessuna tutela per chi ci mette il cuore, e soprattutto l’onestà…

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