Il 90% delle aziende vinicole sono delle Banche.

Dopo anni di finanziamenti facili per opere e investimenti abnormi e ingiustificabili (cantine super tecnologiche, vigneti super costosi, manager ed enologi super pagati, marketing super complicati, super speculazioni finanziarie, super burocrazia) le aziende agricole sono in stato di grave sofferenza per i debiti accumulati. La crisi non sta risparmiando alcun settore.
Se le banche decidessero di rientrare, il 90% delle aziende diventerebbe di proprietà delle banche. Di fatto ormai lo sono.
Questo è il fatto riferitomi da un noto commercialista, le riflessioni facciamole insieme.
Ricambio generazionale in agricoltura? Ho molti dubbi

In Italia il 3,8% dei titolari delle aziende agricole ha meno di 35 anni, il 41,5% ha oltre 65 anni (in Toscana la situazione è leggermente migliore). Questi dati evidenziano bene la questione.
I bastoni tra le ruote per chi produce cibo, e non solo, sono la burocrazia ma soprattutto l’insicurezza del reddito. Una grandinata, un mancato pagamento, vendite forzate sottocosto, le tasse, il duro lavoro nei campi e sul trattore… come si fa a incentivare il ricambio generazionale in agricoltura? Per di più i miraggi professionali ostentati sono professioni come “escort” o veline o il posto sicuro magari a fare il burocrate o il politico a pagamento.
In Giappone gli agricoltori sono sotto la protezione dello Stato. In Italia gli agricoltori sono considerati l’ultima ruota del carro. Soprattutto le donne, che sono l’asse portante o l’aiuto decisivo in ogni agricoltura, saranno in grado di recuperare l’immagine sociale necessaria per il ricambio generazionale?A Radda in Chianti un seme biologio da annaffiare

Il 13 Giugno a Radda presso il Palazzo del Podestà si è svolta una conferenza-dibattito sull’agricoltura biologica.
Lo scopo era quello di sensibilizzare gli agricoltori “convenzionali” per un percorso, anche lento, verso un’agricoltura sostenibile. Niente di meglio che a Radda, piccolo comune prevalentemente vitivinicolo. Il circolo “per la decrescita felice” ha organizzato l’evento.
Alla presenza del neo Sindaco Alessandro Aterini con numerosi consiglieri eletti, alla presenza di produttori bio come Giovanna Morganti (associazione viniveri), Martino di Cigala (San Giusto a Rentennano), Stefano Borsa (fattoria Pacina), Piero Lanza (Poggerino) ed altri produttori (Fattoria Pomona, io stesso, ed altri), e poi Fabio Fronti di Agrichianti (movimento terra) e agronomi come Monica Coletta, e tante altre persone, i relatori Emanuela Sani (Cia agricoltura) e l’agronomo Ruggero Mazzilli hanno evidenziato come l’agricoltura biologica, soprattutto in ambito vitivinicolo di qualità, sia il percorso del futuro. Le motivazioni sono tante e non sto qui a elencarle. Ciò che mi preme sottolineare è che Radda, per la sua dimensione, notorietà e potenziale sensibilità, potrebbe diventare un luogo pilota per l’agricoltura biologica. Se i nuovi amministratori sapranno annaffiare questo seme, Radda con i suoi operatori agricoli potrà diventare una perla all’avanguardia nel panorama agricolo mondiale.
...e l'agricoltura?

Oggi è stato approvato il decreto d’incentivi per la vendita delle auto (circa 2 miliardi di euro).
Pur con tutte le attenuanti del caso, proprio non riesco a capire perché gli incentivi siano indirizzati solo al supporto dell’auto: e gli altri?
Che i miei soldi faticosamente pagati all’erario, con le tasse, siano trasferiti dall’agricoltura a chi compra auto nuove, non mi piace per niente.
Qualcosa di simile è accaduto nella Storia, quando agli albori dell’industrializzazione, all’inizio del ‘900, per finanziare le fabbriche furono presi i capitali e i soldi agli agricoltori, lasciandoli così letteralmente sul lastrico.
Dite la vostra.Change, we can

Il sogno di un nuovo percorso, una nuova strada per l’umanità s’incarna in quest’uomo.
Con la sua vittoria alla Presidenza degli Stati Uniti d'America le speranze si accendono e spesso i momenti migliori di una vita sono speranze.
La mia speranza, il mio sogno, è quella di una vita migliore per il genere umano.
Come semplice vignaiolo, nelle belle e nelle cattive annate, la mia speranza più profonda è quella di assistere e partecipare nei prossimi anni allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. L’ambiente, la casa per i nostri figli. Lasciamogliela pulita.
Paolo Cianferoni
Inquinamento etico e vino


In questo periodo assistiamo ai fallimenti dell'Alitalia e numerose Banche USA, portabandiera di un sistema (capitalistico) che dagli anni settanta ha promesso la possibilità del benessere per tutti, ma in cui solo pochi si sono arricchiti (ad esempio l'1% della popolazione USA detiene il 40% della ricchezza interna). Il libero mercato, senza più regole “sociali” applicate dal dopoguerra fino agli anni settanta, sta impoverendo vaste fasce sociali e l'ideologia del guadagno ha il sopravvento anche in questi strati sociali. Il mondo del vino non è immune da questi avvenimenti: La globalizzazione sta impoverendo la cultura vinicola delle singole regioni, spingendo verso l'omologazione per affrontare il mercato globale; l'appiattimento, l'inquinamento ambientale ed etico è evidente (Vedi le recenti vicende del Brunello). Gli investimenti e le produzioni sono spesso effettuate in un'ottica speculativa immediata. Gli addetti in agricoltura diminuiscono. L'insicurezza generale aumenta. Dice il proverbio: sbagliando s'impara; vedremo.



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