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Il Vino diviso

di caparsa (20/06/2009 - 11:48)


Il vino sempre più si divide in due categorie: il vino bevanda e il vino d’identità territoriale.

Il vino bevanda, espressione dell’indagine del gusto e delle mode del momento storico, gode di molto consenso anche attraverso marketing intensivi. Ha appoggi del sistema. I numeri produttivi e commerciali sono altissimi. Solitamente è un vino di facile comprensione finalizzato anche ad un consumo poco consapevole e quindi di larga fruibilità e accessibilità.

Il vino d’identità territoriale ha bisogno, per essere apprezzato, di consumatori più evoluti che ricercano sapori e sensazioni non omologati, ma sono una piccola nicchia del mercato. Questi vini sono di solito l’espressione del vignaiolo e delle sue vigne (il terroir), espressione del vitigno autoctono e non alloctono, espressione di una certa cultura ormai sopraffatta dalla tecnica dei vini bevanda.

Le difficoltà per la sopravvivenza di questi vignaioli (di cui faccio parte) sono evidenti, anche e soprattutto ora in quest’epoca di crisi in cui il prezzo più basso fa la differenza. Le difficoltà sono molte ma ne ricordo solo due che secondo me sono importanti: difficoltà della comunicazione di tante piccole realtà molto diverse tra loro e difficoltà di un progetto comune unico e semplice per la valorizzazione delle differenze. Per il supporto morale dei vignaioli artigiani, spesso più importante del lato economico, per dare incoraggiamento ed entusiasmo, ricordo che si può aderire all’Appello in difesa dell'identità del vino italiano

Per sottoscrivere l'appello: http://www.firmiamo.it/indifesadellidentitadelvinoitaliano 

Interessante questo articolo dopo un anno dal lancio dell’iniziativa (cliccate qui)

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