Vignaioli & Vignerons

Tra il 4 e il 13 dicembre si svolge una iniziativa lanciata da Slow Food con la collaborazione di Regione Toscana "Vignaioli & Vignerons" dedicata al nuovo corso di Slow Food per un'agricoltura sostenibile.
Mi immagino i vignaioli con i calli sulle mani, volti bruciati dal sole e dal vento, sguardi incazzati contro la burocrazia che opprime noi vignaioli.
I vignaioli, nella percezione popolare, sono quelli che lavorano manualmente e che nel bene e nel male producono vini espressione della terra madre e che credono fermamente nella protezione ambientale.
Allora cosa ci azzecca, nel programma, l'intrigante “Talk Show con Le Grandi famiglie del Vino: Antinori, Folonari, Frescobaldi e Mazzei” oppure “la degustazione nelle Cantine Banfi di Montalcino” ? (per non parlare d'altro...).
Ma forse i veri nuovi vignerons sono proprio loro con la loro tecnica esagerata, con i loro diserbanti, con il loro ufficio di PR e con le loro Banche, non noi piccoli callosi e anche rompiscatole...
Il Vino Low Cost mi da il voltastomaco
che pensare? E' vero che la recessione morde duro, che i prezzi del vino sfuso alla produzione diminuiscono fortemente, che il listino prezzi di molte case vinicole diminuisce (attenzione: non mi risultano in riduzione i prezzi del vino imbottigliato al dettaglio)... ma vedere chi cerca di sfruttare la situazione mi da il voltastomaco.
Ricevo ultimamente mail dal titolo: "Bere bene low cost Gambero Rosso 2010" e poi "Reagire alla crisi" e poi "Promuovi low cost il Tuo Vino" e poi "Il peggio deve ancora venire"...
Un esempio di cattiva burocrazia

La lotta contro la burocrazia è dura. L'ultima conferma che mi è capitato è con ARTEA che è l'organismo pagatore dei sostegni in agricoltura della Regione Toscana.
I fatti: ho reimpiantato un vigneto di 0,77 Ha secondo i termini e le norme per l'accesso al contributo (circa 4.000 Euro / Ha) nel 2006. Nel 2008, esattamente il 31/5/2008 ho avuto il collaudo da un tecnico funzionario della Provincia di Siena, tutto O.K.. Ma l'organismo pagatore non ha pagato. Sono state cambiate le procedure. Oggi 17/7/2009 c'è stato un'altro collaudo con un altro tecnico, pagato questa volta da ARTEA, che ha praticamente rifatto ciò che era stato fatto in precedenza. A due anni di distanza ancora non è stato erogato il contributo.
Sono d'accordo per i controlli necessari affinchè i furbi siano eliminati, ma mi domando quanto si spende in burocrazia per erogare un legittimo contributo. Azzardo: 65% per la burocrazia e 35% per il destinatario del contributo, in media. La Regione Toscana è sulla carta in generale all'avanguardia, ma nelle altre Regioni che succede? Quale potrebbe essere la proporzione? Anche un 95% per un 5%?
Speriamo che le cose migliorino, altrimenti è proprio un casino.
Ricambio generazionale in agricoltura? Ho molti dubbi

In Italia il 3,8% dei titolari delle aziende agricole ha meno di 35 anni, il 41,5% ha oltre 65 anni (in Toscana la situazione è leggermente migliore). Questi dati evidenziano bene la questione.
I bastoni tra le ruote per chi produce cibo, e non solo, sono la burocrazia ma soprattutto l’insicurezza del reddito. Una grandinata, un mancato pagamento, vendite forzate sottocosto, le tasse, il duro lavoro nei campi e sul trattore… come si fa a incentivare il ricambio generazionale in agricoltura? Per di più i miraggi professionali ostentati sono professioni come “escort” o veline o il posto sicuro magari a fare il burocrate o il politico a pagamento.
In Giappone gli agricoltori sono sotto la protezione dello Stato. In Italia gli agricoltori sono considerati l’ultima ruota del carro. Soprattutto le donne, che sono l’asse portante o l’aiuto decisivo in ogni agricoltura, saranno in grado di recuperare l’immagine sociale necessaria per il ricambio generazionale?Polemiche egiziane a Radda

Un fatto curioso si sta verificando a Radda in Chianti, forse specchio di quel che sta succedendo in Italia. I fatti. Il prossimo 6/7 Giugno a Radda ci sarà la degustazione nel Paese “Radda nel Bicchiere” organizzata da ProLoco e varie associazioni del luogo con la partecipazione dei produttori vitivinicoli raddesi. In questi giorni è stata avanzata la richiesta di partecipazione di un produttore egiziano, proprietario tra l’altro di un palazzo vicino Siena.. Per correttezza è stata inviata comunicazione ai produttori che, nelle prime reazioni, a sorpresa, hanno (alcuni) bocciato l’iniziativa.
Crisi: occasione positiva nel mondo del vino

L’attuale crisi economica è stata causata anche dal mito dell’arricchimento infinito.
Nell’ultimo ventennio il sistema ha prodotto una bolla di sapone dove i riflessi erano l’ambizione della ricchezza ostentata e del frivolo: esagerazioni del valore dell’estetica e dell’apparenza.
In generale questa crisi costringerà a rivedere la visione della vita, riportando un pò tutti verso comportamenti sociali più autentici, più pratici, più sobri. Volendo fare un paragone, come lo era la civiltà contadina (più o meno).
Detto questo, la domanda che coinvolge il mondo del vino è questa: chi risente (o risentirà) maggiormente della crisi tra i produttori di vino?
Secondo me soprattutto chi ha operato con poca etica, o chi è stato abituato a spendere in pubblicità patinate, chi si rivolge a confezioni costose e a bottiglie di vetro pesanti, in marketing finalizzato all’effimero…, insomma crisi piena per chi pensa o ha pensato che la qualità si ottiene non in vigna, non nella produzione, ma nell’estetica artificiale. L’occasione che offre questa crisi è proprio questa: riportare la sobrietà, la naturalità, la spontaneità, la poesia e la cultura del vino in primo piano. E l’ambiente ci guadagna.



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