Ho un Sogno

In queste notti di fiere (Prowine, Vinitaly), dove molti vanno per scelta, necessità, abitudine o dovere, ho sognato.
Sogno un giorno, quando sarò libero di produrre il mio vino e basta. Sogno i miei clienti venire da me a capire e assaggiare i miei vini. Sogno un mondo senza fiere dove le guide sono tutte indipendenti, e citano solo coloro chi lo merita; dove i giornalisti fanno il proprio lavoro, senza scannarsi l’uno con l’altro e scrivono storie senza dover pagare per essere scritte. Io ho un sogno. Un sogno dove i consumatori scelgono con la propria testa, palato e giudizio. Sogno un mondo libero dai condizionamenti falsi e bugiardi dettati dalla convenienza. Sogno un mondo dove non si deve lottare sempre e dove la serenità regna. Sogno un mondo senza mercato, dove il baratto è la regola. Sogno un luogo dove sentirsi liberi. E’ solo un sogno.
Macchi, Masnaghetti, Sangiorgi, Ziliani

In molti mi hanno chiesto le motivazioni delle tre pagine ai quattro migliori giornalisti secondo la mia “Guida ai giornalisti enogastronomici d’Italia 2009”.
Allora eccoli:
Franco Ziliani: è giornalista di lunga esperienza. Il suo merito è quello di essere in qualche modo riuscito a staccarsi da un giornalismo tradizionale e a volte necessariamente clientelare per approdare con il suo blog Vinoalvino in una zona dove la velocità e la partecipazione all’informazione lo rende innovatore in questo campo. Si è distinto in particolare nel 2008 per la sua tenace battaglia per i vini veri, non taroccati, in particolar modo nella battaglia in favore della purezza del Sangiovese del Brunello di Montalcino.
Carlo Macchi: giornalista toscano verace in quel di Poggibonsi, terra natia del maestro assaggiatore Giulio Gambelli. Proviene da esperienze gamberose, Gambero Rosso, da cui si è staccato approdando nel suo winesurf. I suoi articoli sono ricchi di scanzonature, ironie e gioiose prese dei fondelli per tutti, con grande giovamento del troppo serioso mondo in cui opera. Degustatore sopraffino, lancia continuamente valide idee e iniziative, come la battaglia contro il vetro pesante delle bottiglie. Inoltre con la sua rubrica "enologo fantasma" ha svelato molti trucchi dei vini "poco veri".
Alessandro Masnaghetti: da molti anni realizzatore della rivista Enogea. Recentemente con le sue realizzazioni delle mappe delle vigne dei migliori territori viticoli italiani, ha riportato finalmente l'attenzione degli appassionati sui vigneti e non tanto sugli enologi com’è stato fatto dagli anni '80. Emiliano d’origine è riservato, sprigiona serietà in tutto quel che dice. Non si lascia incantare da nessun produttore o vino, ammettendo che il percorso e quindi il palato e la valutazione di un’assaggiatore, come lui, varia nel tempo.
Sandro Sangiorgi: fondatore della rivista trimestrale Porthos. Ama i vini veri, quelli fatti con l’amore e il territorio e non quelli fatti per il mercato. E’ riuscito a mettere insieme una "ciurma” (collaboratori), giovani e appassionati dove trovano in Porthos la loro realizzazione di vita. La rivista si distingue per la sua poeticità, arte e unicità; soprattutto non si avvale d’alcuna pubblicità delle aziende e per questi motivi si pone sul filo del rasoio della sopravvivenza, mantenedo un’indipendenza notevole per questi tempi. E’ stato uno degli ideatori nel 2008 della petizione "In Difesa dell'Identità del Vino Italiano che ha raccolto quasi 1300 firme dimostrando una grande capacità di divulgare l’idea dell’arte del vino.
i Vini di Caparsa al Vinitaly

In tre postazioni, sarà possibile degustare i vini di Caparsa il 2 – 6 Aprile 2009 al Vinitaly:
- presso lo Stand del Consorzio del Chianti Classico, nella degustazione consortile del Consorzio, Padiglione Regione Toscana n. 8 postazione D2-D3-D4, per tutta la durata della fiera (Chianti Classico “Doccio a Matteo Riserva 2005” e “Caparsino” 2005).
- presso lo Stand di “Toscana Promozione”, Padiglione Regione Toscana n. 8, il giorno 5 Aprile alle ore 10:30 in occasione della “Degustazione Vini Biologici”, condotta dall’enologo Luciano Bandini (Chianti Classico “Doccio a Matteo Riserva 2005”)
- presso lo Stand di “Vini Buoni d’Italia”, degustazione collettiva “Enoteca Italia”, Padiglione Trentino n. 3, postazione 6C, per tutta la durata della fiera (Chianti Classico “Doccio a Matteo Riserva 2005”).
Naturalmente, il miglior posto per degustare e capire i miei vini è presso Caparsa o presso l’enoteca di Caparsa a Radda in Chianti, dove è possibile degustare molte annate e vedere, anzi toccare con mano, le vigne. Il buon vino, quello vero, nasce nel luogo di produzione, non certo al Vinitaly…
Vino: effetto lifting?

Al prossimo Evento Gambero Rosso a Roma, il 25-26 Aprile 2009 presso la Città del Gusto, dove io non andrò, ma dove sono stato invitato a euro xxxx, ci saranno, solo per i partecipanti, numerosi premi:
- per chi ha intrapreso iniziative di eccellenza per fare e promuovere il vino
- per chi ha dimostrato amore per la propria terra attraverso identità e vitigni autoctoni
- per chi ha indirizzato produzione e marketing verso una sensibilità sociale
- per chi cura la memoria storica e culturale dell’arte del vino.
Tutto bello, naturalmente. Aggiungo che divulgare e far praticare nobili valori attraverso questi riconoscimenti è sempre positivo, soprattutto per l’ambiente e la qualità della vita.
Però il mio senso critico, mi spinge a pensare che tutto questo possa diventare una moda, una tendenza, che nella sostanza non “contribuisca appieno alla valorizzazione di questi valori”. Provo a spiegarmi meglio. La rincorsa verso le produzioni bio e biodinamiche anche da coloro che fino a ieri usavano senza tanti scrupoli i diserbanti, e poi il territorio, l’autoctono, la terra e poi tutta la comunicazione al riguardo, il giornalismo che fino a qualche giorno fa osannava l’enologo capace di fare i vini di tendenza ed oggi osanna il terroir, ha un sapore strano, come dettato solo dal momento storico. E’ come se più che crederci occorre far credere. Non vorrei che l’assillo di questi temi “brucino” proprio i veri produttori, bruci quel sottile filo che unisce la possibilità di sopravvivere economicamente con l’originalità e la modestia della produzione, il vino, e che sotto l’onda del successo attraverso questi temi, ci si dimentica della sostanza, dell’essenzialità di agire sobriamente per il futuro.
Sarò fuori di testa, oggi?Nuova guida all'orizzonte.

Sono molto eccitato dell’iniziativa. Ho ricevuto oggi dal Consorzio Chianti Classico via e-mail, l’invito a aderire alla nuova guida: “I migliori vini del Chianti Classico” di Emanuele Pellucci, Tusca Edizioni. Allora vado su Google a cercare Tusca edizioni, ma ha un sito in costruzione… e quindi sono ancor piùùùù eccitato. L’avventura mi piace. Mi piace anche l’impostazione della guida con <“un prodotto in carta patinata a rilegatura in cartonato olandese”> che mi fa per di più sognare bagordi con bellissime bionde olandesi…. Il prezzo richiesto alle aziende, per convenzione con il Consorzio, per la guida alle < "eccellenze enologiche del nostro territorio selezionati dal giornalista Emanuele Pellucci”>, euro *** + Iva, mi sembra proprio dignitoso, tenendo presente che prima della Crisi per iniziative omologate del genere si chiedeva 7/800 Euro. Un affare. Per di più sono assicurate 60.000 copie, un numero sufficiente per dormire proprio tranquillo per un successo assicurato e grandioso! O no, o non per me, e per quelli come me.
Guida ai Giornalisti Enogastronomici 2009

Ecco finalmente i vincitori delle “tre pagine” rivolte ai giornalisti vinicoli che, secondo me, rappresentano una punta d’eccellenza nel settore.
Voglio oggi lanciare questa nuova iniziativa: La Guida dei giornalisti enogastronomici d'Italia, ad uso dei produttori di vino che vogliono districarsi tra i numerosi attori e le loro innumerevoli interpretazioni. Una guida pratica, snella, per avere un panorama completo e sintetico del giornalismo vinicolo.
Quest’anno i vincitori delle “tre pagine 2009” sono addirittura quattro. Essi hanno divulgato in modi molto indipendenti il concetto vino, senza farsi troppo trascinare dal business. I loro interventi si sono dimostrati sinceri, con riflessi di poesia. L’indiscutibile originalità dei loro lavori hanno elevato il vino a prodotto umano, con i difetti e i pregi propri dell’umana condizione.
I vincitori delle “tra pagine 2009” sono:
Ciccando sui loro nomi, potete trovare l’essenza delle loro fatiche. La selezione dei vincitori nella finale si è determinata con l’attenta lettura e valutazione, a occhi bendati, di moltissimi lavori che ho reperito in giro. Ritenendo che non mi è possibile vagliare tutto il mondo eno-giornalistico, si cercano collaboratori per giudizi il più completi e imparziali possibile, grazie.



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