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Io non ci sarò, non so più dove devo essere ma sono via.

di caparsa (24/01/2009 - 10:32)


Questo è il motto che mi accompagnerà per tutto il 2009, poi si vedrà.
L’unico posto dove mi si potrà trovare nel 2009 è a Caparsa, in azienda, o alla Stazione Leopolda a Firenze per il “Chianti Classico Collection” il giorno 18 Febbraio, che ho prenotato nel 2008. 

Inviti a manifestazioni ed eventi vinicoli si susseguono quotidianamente, da Promosiena, da Siti enogastronomici, da guide, da riviste, dai Comuni, dai Sindacati, da Consorzi, dagli enti più impensabili e poi arrivano le news dei portali e giornali internet (ne cito alcuni: TeatroNaturale.it, Vinit Newsletter, Vino Vigna, eBacchus.com, Chianti Classico Newsletter, Il Consenso News, WineSurf, Oliovinopeperoncino.it, Wein-Plus Italia, WineNews, ecc.) che, devo ammettere, alcuni sono molto belli e interessanti, ma è talmente grande la massa d’informazioni che ricevo che sono veramente disorientato per non dire a volte nauseato. Detto questo, m’immagino un giorno, quando nei ristoranti i giovani staranno incollati al palmare per decidere il vino, senza guardarsi negli occhi… senza parlarsi… senza apprezzare il convivio, come in un vino-game che travolge anche i rapporti umani.

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Proibizionismo populista Coop

di caparsa (11/01/2009 - 18:54)



Ieri sono andato a fare la spesa alla Coop a Radda in Chianti, e leggo un enorme manifesto in cui si diffonde la notizia che coop non venderà più alcoolici ai minori di 18 anni, anche se la legge attualmente non lo vieta. Sono costernato: capisco vietare i superalcolici, ma perchè confonderli con il vino? Il manifesto non fa nessuna distinzione tra una bevanda culturale, il vino, (che tra l'altro in Italia è un prodotto importante dell'economia "made in Italy") e bevande alcooliche malsane che i giovani bevono per sballarsi. Nel manifesto non c'è nessun tentativo di educare, si equipara semplicemente il vino al Whisky o alla Vodka. Nella mia vendita diretta, in venti anni, non ho mai avuto un cliente minorenne... semplicemente perchè il vino è giustamente considerato un prodotto alimentare che fa parte della cultura e dieta mediterranea e nessuno tra i giovani si sogna di sballare a vino

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Un’altra burocrazia: ci salverà la telepatia?

di caparsa (07/01/2009 - 19:16)

Molti produttori vitivinicoli hanno aderito al programma OCM 2006/7 per il rinnovo dei vigneti vecchi. Dopo il controllo, cioé il collaudo del 2008, tutti attendevano la liquidazione che non è arrivata. La domanda cartacea di contributo fu presentata nel 2006, ma ha cessato d’essere attiva nell’agosto 2008 (nessuno lo sapeva fino a pochi giorni fa), perciò tutte le domande non ancora saldate devono ora transitare su un nuovo regolamento con una nuova domanda entro il 15 Gennaio 2009, solo telepaticamente. Sì, dico telepaticamente e non telematicamente perché moltissime aziende agricole ancora non sono raggiunte dall’Adsl, ma anche per chi ha l’Adsl la domanda è così complessa che occorre inviarla NECESSARIAMENTE tramite soggetti terzi, guarda caso solo i sindacati e i liberi professionisti che per la loro felicità hanno accesso alle istruzioni necessarie per la compilazione….

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Cambio Disciplinare: bozza di lettera aperta

di caparsa (01/01/2009 - 19:47)


Questa, di seguito, è una bozza di lettera, in cui tutti possono fare migliorie alle proposte o levarne, o aggiungerne di nuove. L'idea si ispira a quella della costruzione dei programmi “Open Source” dove chiunque ha acceso per le migliorie del programma, o come Wikipedia, l'enciclopedia aperta, dove tutti possono inserire le definizioni delle parole. Quando il testo poi sarà sufficientemente completo, esso sarà inoltrato ufficialmente al Consorzio Chianti Classico, alle Organizzazioni agricole e agli enti interessati.

Occorre copiare e incollare il testo della bozza di seguito riportata, correggerla nella forma e nella sostanza, implementarla, e poi inviarla qui nel blog o a caparsa@caparsa.it. Alla fine, se il progetto riesce, potrebbe venirne fuori delle belle...

Spett.le Presidente Consorzio Chianti Classico,  Regione Toscana, Assesorato all'Agricoltura, Provincia di Siena e Firenze, Confederazione Italiana Agricoltori

Alcuni Produttori del territorio del Chianti Classico, insieme con altri soggetti, invitano il Consorzio a modificare il disciplinare secondo le seguenti proposte nate da un dibattito in cui i partecipanti hanno a cuore il futuro di questo vino per motivi pratici, etici, ambientali o semplicemente per passione.

  1. Mantenere il limite minimo del vitigno Sangiovese all' 80%, liberalizzando la scelta di produrre vini con uve rosse o bianche per il restante 20%, ma sempre e solo da uve prodotte nel territorio. Il territorio del Chianti Classico deve infatti essere il legame unico tra vari modi di intendere il vino Chianti Classico.
  2. Analisi di laboratorio che possono certificare e garantire l'effettiva origine del vino Chianti Classico prodotto nel territorio, proteggendosi così dal rischio di assemblaggi con uve o vini non del territorio.

  3. Abolizione dell'uso dei diserbanti come condizione necessaria al rilascio della denominazione Chianti Classico, inizio di un percorso di salubrità distintivo del territorio.

  4. Abolizione delle commissioni di assaggio delle Camere di Commercio così come le abbiamo conosciute fin'ora. Le Commissioni devono diventare solo una consulenza pubblica al servizio dell'azienda, dando dei giudizi sulle singole partite destinate ad essere imbottigliate, senza possibilità di veti.

  5. Mantenere la densità minima di 3800 ceppi per i nuovi vigneti.

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