Aboliamo i diserbanti!

Interessante articolo sulla ormai provata tossicità del diserbante Roundup, prodotto da Monsanto, a base di Glifosate. Da molti anni si argomenta che il diserbante a base di glifosate è innocuo, addirittura è stato ammesso nella conduzione agronomica di pseudo-programmi ambientalisti dalla UE e in Italia! Questo articolo (purtroppo solo in lingua francese) fa chiarezza di quanto in realtà il Roundup sia tossico. E' l'erbicida più venduto al mondo, e per giunta prodotto da una ditta americana , la Monsanto, specializzata nella vendita di sementi OGM... Leggi qui. La mia proposta, sensata, di abolizione dei diserbanti nel distretto del Chianti Classico è ora anche avvalorata da questo studio. Leggi il post.
Ringrazio Antoine di Casina di Cornia (Castellina in Chianti) per la segnalazione dello studio su Roundup.
Giornalisti

Buffo vedere come i giornalisti di vino e d’enogastronomia si azzuffano così frequentemente in questi tempi. Per dire la verità è una tristezza, ma in pochi giorni ho assistito ad una baruffa nella mia cantina tra giornalisti di varie nazionalità e ora di recente sul Blog di Ziliani con un’esilarante polemica tra lui e un giornalista, fresco, fresco, tal Roberto Gatti. Se ne sono dette di tutti i colori…
In questi venti di crisi, osservare il fenomeno fa riflettere come, negli ultimi diciamo dieci anni, la proliferazione di queste figure professionali ha creato un mondo fatto di parole, opinioni, aggettivi, giornali, riviste, periodici, guide, cronache sul vino a volte di poca professionalità o sostanza e a volte ambigue (vedi Venelitaly sull’Espresso); ed ora che si ritrovano improvvisamente di fronte ad una realtà economica sicuramente molto più restrittiva, la competizione è feroce. I giornalisti hanno un peso decisivo per la formazione dell’opinione pubblica e la società in genere, nel bene e nel male, e forse questa crisi porterà ad uno sfoltimento importante. In effetti, ci sono giornalisti corretti, coerenti, sapienti, ed altri corrotti, incoerenti, ignoranti… Speriamo in una buona selezione.
Ocm vino, le nuove regole europee

La nuova OCM vitivinicola dell’Unione Europea prevede, tra l’altro: 1) - l’abolizione dei diritti di reimpianto entro la fine del 2015. 2) - i vini con indicazione geografica protetta e quelli con denominazione d'origine protetta costituiranno la base del concetto di vini di qualità dell'Unione europea. Per cui le attuali denominazioni (le Docg o le Doc) finiranno di esistere. 3) - è introdotto un regime di estirpazione volontaria su un periodo di tre anni, per una superficie totale di 175 000 ettari e con premi decrescenti.
Rimando, per un approfondimento, alla pagina della commissione europea agricoltura http://ec.europa.eu/agriculture/capreform/wine/index_it.htm . Discussione:
Cosa accadrà nei vini italiani a Doc e Docg? Una liberalizzazione delle regole finora fissate nei disciplinari di produzione (diciamo la verità, più o meno seguite lecitamente)? Se la risposta è si, è solo il territorio di produzione che farà la differenza, non i vitigni, non la densità delle viti per ettaro, non le speciali menzioni. Ad esempio, attualmente, a mio parere i punti più importanti per una modifica del disciplinare di produzione del Chianti Classico sono (o erano):
- Recupero e valorizzazione della dizione "Riserva" che attualmente è stata ridotta a una sorta di opzional aziendale
- Riconsiderare di poter usare alcuni punti in percentuale d’uve a bacca bianca come la Malvasia e il Trebbiano, i due vitigni storici della composizione del Chianti Classico
· Mantenere il numero minimo di piante per ettaro a 3.800, per consentire anche a chi pratica l'agricoltura biologica di lavorare anche in terreni declivi.
Ma alla luce della nuova OCM, ha valore promuovere questi cambiamenti?
Report nr. 2 Assemblea Chianti Classico

Qualcuno mi ha chiesto perchè abbia votato contro l'approvazione del cambio di disciplinare per quanto riguarda la tempistica degli assemblaggio dei vini che compongono il vino Chianti Classico, nell'ultima assemblea. Rispondo che il mio voto contrario, l'unico contrario per alzata di mano, si è determinato per manifestare una opposizione, che credo indispensabile in ogni organismo democratico. Quando nessuno ha uno spirito critico, quando tutti si adeguano alle decisioni che provengono dall'alto, senza guardare tutte le possibili implicazioni, significa omologazione e impoverimento delle risorse: i punti di vista diversi sono una ricchezza.
Alla crisi si risponde con l’amore e un bicchier di vino

La questione crisi dell’economia in Italia e nel mondo, ha una similitudine con la crisi dell’amore. Nelle società occidentali nell’ultimo ventennio sono nati pochi bambini poiché il miraggio del successo, la corsa all’estetica, che si compra con i soldi (tutto ormai si compra), imponeva di non aver tempo per l’amore. Dal dopoguerra in poi abbiamo quindi assistito ad una generalizzata diminuzione dell’etica e della morale: i valori “virtuali” hanno avuto il sopravvento. Così l’amore, non inteso solo come sesso, è andato in crisi. Assistiamo a legami sempre meno duraturi, determinati spesso dal bisogno d’ostentazione dell’estetica, più che da solide basi morali di convivenza e amore. Anche la crisi dell’economia, in parte, è scaturita dagli effetti “dell’apparenza” e della poca etica, del mondo finanziario.



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