Espresso e Chianti Classico

Ieri ho comprato la guida dei vini dell’Espresso. Leggendo l’introduzione sono veramente rimasto favorevolmente colpito da questo cambio di rotta verso un riconoscimento della territorialità, per vini finalmente meno taroccati e modificati secondo i gusti moderni.
Conoscendo bene il territorio, vado perciò a confrontare i vini recensiti tra le aziende agricole di Radda in Chianti, dove si produce prevalentemente il Chianti Classico Docg.
Con qualche perplessità, noto che solo i vini non Chianti Classico delle aziende di Radda hanno i punteggi più alti.
I casi sono due: o le aziende di Radda preferiscono puntare solo sui vini alternativi al Sangiovese (ricordo che il Chianti Classico deve essere prodotto con un minimo di 80% di Sangiovese), investendo moltissimo in quella direzione, oppure la valutazione per il gusto dei vini a Chianti Classico non è corretta o per lo meno capita.
A mio parere, il Chianti Classico nasce come alimento, non certo da bersi al bar o in compagnia, nasce quindi come un non-vino voluttuario: deve essere accompagnato da pietanze!. Solo in questa ottica, giudizi come quella di Giovanni Solaroli devono essere letti come assolutamente personali <… questa territorialità resta un concetto “fumoso” e relegato nell’immaginario letterario. La realtà di molti Chianti è tradotta in vini con ingresso al palato contraddistinti da acidità “croccanti”, frutto non proprio esplosivo e finali dominati da tannini sull’invadente per non dire aggressivo, e penso che questo stile non incontri il favore dei consumatori > (vedi il Blog http://vinoalvino.org/blog/2008/10/chianti-classico-monteraponi-2006.html#comments )Grazie

Grazie Gianna, col tuo sorriso stiamo percorrendo insieme questa strada iniziata oltre ventisei anni fa. Giovanissima, decisa, con una rara e fiera esperienza del mondo agricolo e vinicolo come poche donne ormai in Chianti, Hai creduto in me e insieme conduciamo questa vita contadina, qui a Caparsa.
Abbiamo conosciuto, insieme, il lavoro nelle vigne e in cantina con gli ex mezzadri e con i contadini, quelli veri, vicino ai loro canti, alle loro sofferenze e alle piccole gioie della vita rurale, la fatica di un'epoca, eppur vicina, scomparsa.
E poi i cinque figli di cui tre nati in casa, a Caparsino, io, te e l'ostetrica condotta... e poi le ansie, i litigi, gli amori, le speranze, le attese e alla fine due gemelli. Una Storia d'Amore.
Gianna, sei il sostegno e la colonna della mia vita, la mia vita dedicata all'altro mio amore: Il Vino.
Paolo Cianferoni
Foto: Ville Tuomola
La Spada di Damocle

Ormai ci stiamo abituando. Le regole in Italia sono fatte per mantenere insicurezza nel proprio lavoro. Chi produce uva e poi fa il vino, come me, è sottoposto a lacci e laccioli d’ogni tipo, tanto che non sappiamo cosa lo Stato studierà oggi per incassare i soldi domani.



Ultimi commenti