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Archivio Luglio 2008
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Alcolismo

di caparsa (30/07/2008 - 13:35)


Estrememente interessante l’articolo di Carlo Macchi,
leggi qui, sulle nuove generazioni e alcool. Aggiungo che anch’io, genitore di cinque figli, sono spettatore di quanto Carlo ha ben descritto:

-         1) alcool a prezzi stracciati (Vodka, whisky), bevuto senza nessuna preparazione, alla stregua di una pera d’eroina. 2) Vino costoso, salutare, ecc. enfatizzato e esaltato, per pochi eletti.

Due mondi contrapposti dove c’è poco da paragonare, ma che anche a mio parere deve far riflettere un settore  che prevalentemente si rivolge ad un pubblico evoluto. Diffondere una cultura solo fatta d’esaltazione di vini costosi, d’investimenti straordinariamente elevati e rivolgendosi al mercato di solito con toni elitari, incomprensibili a molti giovani che non possono avvicinarsi minimamente a tali vini avendo in tasca solo pochi euro, sono un fatto veramente negativo.

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- 16% di occupati in agricoltura

di caparsa (23/07/2008 - 08:38)


Molto preoccupante il dato che nel 2007 gli occupati in agricoltura calano in Toscana, nel solo anno 2007, del 16% a fronte di un calo medio nazionale del 6%. Vedi l’articolo ufficiale

Non sarà che la burocrazia particolarmente applicata in Regione Toscana per chi produce, come anche i rischi legati al fatto di essere permanentemente "fuorilegge" per l’impossibilità del rispetto di migliaia di regole con le conseguenti pesanti sanzioni, fanno lasciare l’agricoltura? "Chi me lo fa fare ?", quando si può comprare quasi tutto, magari in Cina, e poi rivendere con meno rischi e più profitti? E’ un vero peccato osservare come in una situazione del genere i piccoli produttori sono costretti a lasciare …

Il presidente della Regione Toscana Claudio Martini spera negli aiuti programmati per i giovani. Speriamo bene… quando i giovani si accorgeranno del salceto in cui si troveranno...

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Salubrità di vino

di caparsa (23/07/2008 - 00:56)


Il vino può essere prodotto in vigna e in cantina in molti modi. Come tutto il cibo prodotto in questo mondo ci sono però sostanziali differenze in termini di qualità. Qualità ambientale, qualità produttiva e qualità dei materiali utilizzati sono la base della salubrità di un cibo e del vino. Quando un alimento è prodotto con ingredienti scadenti, si può taroccare dal punto di vista del gusto, ma rimane scadente dal punto di vista nutrizionale. Un vino salubre può essere buono o meno buono e può far bene alla salute fisica e mentale. Un vino scadente può essere buono, ma fa male alla mente e alla salute.

Secondo voi come si fa per capire la differenza ?

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Vino nei salotti

di caparsa (14/07/2008 - 14:11)


Mi è capitato di vedere "Linea Verde", dove un famoso produttore italiano, ha accolto la conduttrice in un ambiente allestito come un salotto, con numerosi fusti pieni di vino per la maturazione. Un ambiente irreale, dove tutto è tirato a lucido, come in un albergo a 5 stelle. Mi domando se questo è il messaggio giusto da accompagnare ai vini italiani: vino uguale snob, lusso, igenismo sterile, vino-soprammobile in cantina di una casa chic. E poi nel campo diserbanti, insetticidi, anticrittogamici sistemici, fungicidi… e in cantina poi non ne parliamo…

Tag: hotel,lusso,vino

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Cambio disciplinare Chianti Classico

di caparsa (03/07/2008 - 12:39)


Alcuni giorni fa ho ricevuto un’invito  insieme agli altri soci dal Consorzio Chianti Classico, a firmare un documento per l’ottenimento del cambio del disciplinare su 8 punti richiesto dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Il ministero ha richiesto la firma dei soci che rappresentano almeno il 20% della produzione di Chianti Classico.
In quel frangente ho inviato questa comunicazione al Presidente:
< Io sottoscritto Paolo Cianferoni, titolare dell'Az. Agr. Caparsa, NON approvo le modifiche del disciplinare, in particolare al punto 2 (ceppi a Ha 4.500), per i seguenti motivi peraltro già pubblicati sul mio blog il 19/08/2007:
Ritengo l'obbligo di portare a 4500 ceppi un'eccesso per i seguenti motivi:
- Non vedo perchè imporre un modello, tra l'altro non tipico del paesaggio agrario del Chianti, quando attualmente ogni azienda può scegliere la densità superiore a 3350 ceppi come crede.
- La conduzione agronomica del vigneto è la base del vino di qualità, indipendentemente dal numero dei ceppi
- un numero elevato di ceppi porta come conseguenza una riduzione dell'altezza delle viti, con riduzione della massa del tronco, che rappresenta una importante riserva idrica in caso di stress idrico. Oltretutto un'eccessiva riduzione delle dimensioni della vite diminuirebbe l'ombreggiamento del suolo. Alla luce dei cambiamenti climatici che determinano un'innalzamento della temperatura questo fatto sarebbe senz'altro negativo.
- I costi di impianto e gestione del vigneto aumenterebbero.
- Chi produce agricoltura biologica in alcune zone particolarmente declive, la difficoltà della lavorazione meccanica sotto fila, con alte densità, è particolarmente difficile.
Mi sorge il dubbio che questa proposta sia dettata più da una logica commerciale, che da una genuina volontà di migliorare la qualità del vino Chianti Classico.... >
Oggi ricevo questa comunicazione dal Presidente:
<Gentile dottor Cianferoni,
riceviamo la sua mail relativa alla nostra richiesta del 23 giugno u.s.
Pur apprezzando la volontà di confrontarsi con la struttura consortile per la trattazione di temi importanti come la modifica al disciplinare di produzione, non abbiamo adesso purtroppo alcuna possibilità di recepire in maniera costruttiva le sue osservazioni.
Infatti, come lei avrà capito, la nostra comunicazione è volta ad adempiere  ad un "aggravio burocratico" che il Ministero Politiche Agricole e Forestali ci ha imposto e che consiste in una raccolta di firme individuali a sostegno della delibera assembleare del luglio 2007. Le modifiche che lei oggi commenta sono pertanto già state oggetto di disamina non solo del C.d.A. che le ha elaborate, ma dell'Assemblea dei Soci, che le ha approvate a larga maggioranza con votazione a scrutinio segreto.
Siamo quindi spiacenti di non poter riaprire con lei un confronto sul merito delle medesime proposte in quanto in ogni caso, non avremo alcuna possibilità di modificarle.
D'altra parte ci teniamo a ricordarle che con la convocazione datata 21 maggio 2007 e comunicazione del 19 giugno 2007, che le allego in copia, vi avevamo dato informativa in relazione alle proposte rendendoci disponibili ad un dialogo, che in quella fase, ancora sarebbe stato ricevibile.
Prendiamo atto della sua contrarietà con l'impegno a renderne partecipe anche il nostro C.d.A., ma stigmatizzando in ogni caso qualsiasi censura che lascia presupporre l'assenza della volontà e dell'impegno a una ulteriore svolta migliorativa della qualità del  prodotto Chianti Classico. >
Chiedo un parere a voi, soprattutto per quanto concerne “l’aggravio burocratico”… è infatti solo un’inutile burocrazia del Ministero, oppure siamo ancora in tempo? E inoltre, è giusto che solo il 20% possa decidere per tutti i produttori?
Segnalo il Blog vinoalvino che in parte tratta l’argomento: http://vinoalvino.org/blog/2008/06/fanatismo-enoico-e-disciplinari-da-adattate-al-gusto-moderno.html.

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