Vinitaly 2008

Caparsa non sarà presente al Vinitaly 2008. Sarà presente solo presso la degustazione consortile del Consorzio Chianti Classico. Chi vorrà degustare i miei vini, lo potrà fare prendendo appuntamento presso la reception del Consorzio.
Due parole per il vinitaly.
Dieci anni fa, e prima, rappresentava un palcoscenico genuino, dove s’incontravano persone nuove e interessate, l’entusiasmo di tutti era palpabile, l’euforia era condivisa. I prezzi per parteciparvi ancora accessibili.
Oggi è diventata una fiera-stalla, dove conta solo il molto e i numeri, dove per i partecipanti al posto dell’entusiasmo c’è la rassegnazione: molti partecipano più per dovere che per gioia o molti continuano a partecipare per non perdere il posto acquisito. I prezzi poi, sono assolutamente esosi.
La fiera si è come staccata dalla realtà pratica dei vignaioli, l’artificiosità è imperante, l’immagine è più importante della qualità del vino.
Che senso ha partecipare ad un evento in cui le dimensioni sono così imponenti che non esiste visibilità? Che senso ha pagare per essere presenti come “vetrina” senza un minimo di ritorno tangibile, nemmeno d’immagine, tanta è l’omologazione?
No, Caparsa non va al Vinitaly e chi vuol degustare i vini di Caparsa, deve prendersi una vacanza, venire sul territorio, degustare e ascoltare i racconti del vinoVino e felicità

Ieri alla radio ho ascoltato che da alcune statistiche, la felicità degli italiani è diminuita. La corsa all’aumento del benessere materiale non viaggia di pari passo con la felicità che anzi diminuisce. Stress, lavoro, mutui, ecc. influenzano negativamente gli italiani.
Mi domando quanta felicità potevano avere i nostri nonni o bisnonni, prima durante e dopo guerra, dove la vita era sospesa ad un filo ma si apprezzavano piccoli piaceri in momenti in cui si rinnovava la fiducia per il futuro, l’amore per la vita ed essere felici era una possibilità concreta.
Momenti… come magari bere del buon vino genuino...
Buona Pasqua.Voucher vendemmia

Ho saputo che è stato introdotto il “Voucher”, un tagliando dal valore di 10 Euro, per assumere studenti e pensionati addetti alla vendemmia per brevi periodi. Un passo positivo, ma dato il carattere “sperimentale” non ho capito se è solo propaganda elettorale e se per esempio è possibile usare lo stesso voucher per imbottigliare un giorno, oppure se la burocrazia da sostenere si aggiunge alla burocrazia.
A livello operativo ancora non si sa nulla, non vorrei che fosse solo un’operazione di lifting. Speriamo di no.
Io ho letto il comunicato su: http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/agricoltura/strumenti_di_sviluppo/nazionali/arrivano_i_voucher_vendemmia?eZSESSIDagriconline=c6e6c1feafcd3dea74bbc35a1760403a
L'assunzione telematica

"Ovvia!" Dice il toscano quando si deve "rimboccare le maniche".
Oggi ho scoperto che se voglio assumere un dipendente agricolo a tempo determinato, in parole più semplici "l’Avventizio" per lavori stagionali o semplicemente per imbottigliare o vendemmiare per 1 o 2 giorni, occorre obbligatoriamente dal 1 Marzo fare la comunicazione all’Amministrazione Pubblica solo in forma telematica.
Dio sia lodato. Dopo anni di invio di raccomandate all’INPS e all’Ufficio del Lavoro e comunicazioni all’INAIL tutto si semplifica….
Beh!, però prima devo avere la Smart Card, e poi il lettore di Smart Card, e poi installare il certificato di autenticazione e poi seguire le procedure (rigide, rigidissime!!) per la compilazione della comunicazione di assunzione. Io che voglio fare da solo, anzi voglio CONTINUARE a fare da solo mi ci vorrà alcuni giorni per capire come fare, studiare, andare a Siena alla CCIAA, forse anche all’ARTEA, a meno che A PAGAMENTO non mi rivolga a qualche agenzia del lavoro, oppure al mio commercialista.
Peccato però che nelle 80% delle campagne toscane non arrivi l’ADSL, arriva solo il filo di rame e quando c’è la copertura dell’ADSL a 4 Mega, come a Radda in Chianti, nelle campagne si viaggia nelle migliori delle ipotesi a 2 Mega;
Peccato che i vecchi contadini non sanno usare il computer anche se HANNO IL DIRITTO di non saperlo e peccato anche che i piccoli coltivatori dovranno chiudere l’attività, (tanto ormai i prodotti a basso costo e tra poco il vino, arrivano direttamente dalla Cina…).
Comunque, meno male che le aziende globalizzate hanno gli uffici dedicati per questo compito.
Il peso delle bottiglie

Guardandomi in giro vedo sempre più bottiglie di vino di gran peso, (del vetro). Le bottiglie da 0,75 Cl possono pesare 410 gr. per la base, fino a 750 gr.
100 grammi di differenza fanno sì che il peso di un cartone aumenta di Kg 1,2, oppure per un milione di bottiglie il peso totale aumenta di 100.000 Kg, vale a dire 1.000 tonnellate. Se si considera poi che solo nel territorio dl Chianti Classico sono prodotte oltre 25.000.000 di bottiglie le tonnellate in più diventano 25.000. E così via.
E’ facilmente comprensibile come l’aumento dei costi per la materia prima e quindi dei trasporti, energetici, di smaltimento e via discorrendo, sono a carico dei consumatori e della società, solo per immagine. D’altra parte l’affidabilità della bottiglia non si basa sulla quantità di vetro, poichè la bottiglia più è pesante più ci sono rischi di rotture o imperfezioni.
Moltissimi produttori usano le bottiglie pesanti per qualificare il prodotto, ma forse è l’ora di rovesciare il messaggio: nelle bottiglie standard oltre al vino buono c’è anche attenzione all’ambiente.
In sostanza la mia proposta è quella d’incentivare l’uso delle bottiglie leggere attraverso ogni forma di comunicazione.
Utopia?



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