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C'era una volta l'agriturismo

di caparsa (23/02/2008 - 20:48)


L'agriturismo, nato venti anni fa per sostenere il reddito degli agricoltori, è moribondo.

I veri agricoltori non riescono a gestire tutta la parte aggiuntiva burocratica di quest’attività separata da quell’agricola. In più, regole, lacci e lacciuoli fanno sì che le stesse norme sono in pratica applicate per le grandi strutture alberghiere e per chi ha due posti letti in agriturismo.

Si aggiunga poi che, in generale, una vera politica di sostegno all'agriturismo è venuta a diminuire, mentre l'impegno e il sostegno è aumentato per le strutture alberghiere.

Si è dunque assistito alla modifica del turismo nelle campagne (mi riferisco alla Toscana e in particolare al Chianti, dove ho vissuto in prima persona gli eventi): 

- venti anni fa, l'agriturismo segnò l'introduzione, la diffusione e quindi la valorizzazione delle campagne svanataggiate: grazie ad un'attenzione particolare (vedi il Comune di Radda in Chianti che in Toscana si dotò del primo regolamento agrituristico prima dell'emanazione di una legge Tocana) si diffuse rapidamente ed era il principale e quasi esclusivo canale di ricezione turistica nelle campagne svantaggiate. L'agriturismo permette (o permetteva?) permanenze di lunga durata come una due tre o più settimane. 

- recentemente in questi anni abbiamo assistito il proliferare degli affittacamere, alberghi, hotel e bed and brekfast: ormai queste strutture sono dominanti nell’offerta turistica con un enorme ricettività. Naturalmente le permanenze si sono abbreviate a causa degli aumenti dei prezzi e del tipo d’organizzazione che queste nuove strutture offrono, con gravi ripercussioni ambientali (come ad esempio l’aumento del traffico automobilistico, l'aumento dei rifiuti, l’aumento dei consumi d’acqua, ecc.).

Sostenibilità….. dove sei?

Tag: agricoltura,agriturismo,alberghi

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Regione Toscana e controlli

di caparsa (10/02/2008 - 20:47)


I sistemi di controllo della Regione Toscana (di ARTEA, Agenzia del Territorio, Enti Locali, Provincie ed altri organismi), sono molto efficaci e innovativi: è difficile fare i furbi in Regione Toscana. Agricoltura, superfici immobiliari, destinazioni d'uso, ecc. sono ormai spesso monitorati telematicamente da foto areree, satelliti e continue misurazioni svolte da diversi organismi che spesso fanno la stessa cosa.

Mi chiedo se tutto questo sistema di controllo è applicato anche nelle altre Regioni Italiane.

Se questo non fosse vero, una evidentre discriminazione (come a dire i Toscani devono essere più controllati perchè più disonesti degli altri) e un'aumento dei costi legati allo sforzo per una giusta legalità per il rispetto delle migliaia di regole, leggi, leggine e decreti, sono evidenti. La Libera competizione non è equa quando in differenti areee geografiche si applicano differenti politiche.

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