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La scelta

di caparsa (20/01/2008 - 20:49)


Secondo me nel prossimo futuro, le aziende si caratterizzeranno sempre più in:
1 - aziende modello-capitalistiche aggressive sul mercato e sulla produzione, senza guardare tanto al sottile.
2 – aziende in economia, piccole nicchie di produzione, stretta connessione col territorio, alta originalità di stile, di vita, di vino e qualità ambientale.
Le politiche faranno le differenze. Speriamo bene.

Tag: Ambiente,Chianti,globalizzazione,vino

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Film diVino

di caparsa (19/01/2008 - 13:30)

I vini, le vigne con i loro uomini sono sempre più spesso raccontati nei film di successo (come Mondovino, “Un’ottima annata”, “Sideway”) e nei libri (come “Rosso d’Annata”, un giallo; oppure “Giulio Gambelli” biografia umana di un grande di questo mondo).
Si ricercano le emozioni, le storie, le semplici verità che questo mondo vive. E devo ammettere che a tratti mi riconosco per molti aspetti in questi racconti. Viene la voglia di fare e di fare sempre meglio. E’ poi un bene che i consumatori siano “istruiti” anche da questo lato, poiché il vino non è una bevanda qualunque. Occorre raccontare e poi raccontare, per non disperdere la cultura del vino in questo mondo globalizzato.
Purché non si banalizzi.

Tag: Vino

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Condizionalità 2

di caparsa (12/01/2008 - 21:42)

Dopo il precedente post ironico, due parole d’approfondimento sulla “condizionalità”.
La “condizionalità” applica le direttive europee (Reg CE n. 796/04) e del Ministero dell’Agricoltura (D.M. 1254 del 21/12/2006), per la difesa dell’ambiente, della sanità pubblica, la salute delle piante e degli animali, il benessere degli animali (criteri di gestione obbligatori – CGO), e introduce l’applicazione di una Buona Condizione Agronomico Ambientale (BCAA) che la Regione Toscana ha approvato con delibera n. 135 del 26/02/2007.
Il tutto, in pratica, è visibile nella Dichiarazione Unica Aziendale dell’ARTEA che ogni azienda agricola deve dichiarare e sottoscrivere.
Mi sembra una buona cosa il tutto, ma la comunicazione per spiegare e diffondere le norme è stata quasi inesistente presso gli agricoltori.
Aggiungo poi che i sindacati degli agricoltori, a mio parere diventati solo interfaccia delle istituzioni e sempre meno rappresentativi dei medesimi, non stanno cogliendo il malumore degli agricoltori. Infatti, occorre ora per ogni burocrazia, (come la domanda d’attribuzione del gasolio agricolo o fare le dichiarazioni di produzione o chiedere contributi o fare domande d’estirpazione o di reimpianto o ancora per compilare i registri o spiegazioni sulla condizionalità, ecc.) passare dal sindacato, detentore del fascicolo aziendale. In pratica per esercitare la professione d’agricoltore occorre pagare e poi pagare sempre di più perché non è più possibile fare da sé.
Più burocrazia + profitto, poiché tutto è a pagamento. E’ come se un medico dovesse pagare per visitare i propri pazienti.

I malumori serpeggiano tra gli agricoltori toscani e tutti noi ci domandiamo:
Ma chi ce lo fa fare di continuare così? Quale potrebbe essere la forma di lotta per contrastare questo stato di cose?
Vedremo presto il seguito.

Tag: Agricoltura,agricoltori,burocrazia,sindacati

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Condizionalità

di caparsa (11/01/2008 - 17:26)

Finalmente! Stavo in pensiero! Ho ricevuto la lettera di convocazione per il rispetto della CONDIZIONALITA’, (Normativa europea, obblighi per le aziende agricole che richiedono premi e sussidi comunitari). Durante le vacanze natalizie e l’ultimo dell’anno mi pareva di asfissiare, sono dovuto andare dal dottore. Mi ha diagnosticato l’astinenza da burocrazia. Ero a rota. Non sapevo più dove battere la testa che mi ruotava continuamente: io ho bisogno di burocrazia, l’amo, senza non so più vivere e come recita la lettera, corro a "Prendere subito appuntamento per la Condizionalità, presso la sede della nostra organizzazione a te più vicina. Ciò è importante per evitare sanzioni, le riduzioni e penalizzazioni sui premi e aiuti comunitari che dovrai o vorrai richiedere e ottenere (PAC e PSR) ".

Ora sto molto meglio e speriamo che il servizio sia caro!

P.S. il massimo della felictà l'ho raggiunto quando nella lettera ho letto, in grassetto, che "La normativa è soggetta a controlli già avviati sulle aziende dagli enti competenti": è troppo, è troppo...

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