La scelta

Secondo me nel prossimo futuro, le aziende si caratterizzeranno sempre più in:
1 - aziende modello-capitalistiche aggressive sul mercato e sulla produzione, senza guardare tanto al sottile.
2 – aziende in economia, piccole nicchie di produzione, stretta connessione col territorio, alta originalità di stile, di vita, di vino e qualità ambientale.
Le politiche faranno le differenze. Speriamo bene.
Film diVino
I vini, le vigne con i loro uomini sono sempre più spesso raccontati nei film di successo (come Mondovino, “Un’ottima annata”, “Sideway”) e nei libri (come “Rosso d’Annata”, un giallo; oppure “Giulio Gambelli” biografia umana di un grande di questo mondo).
Si ricercano le emozioni, le storie, le semplici verità che questo mondo vive. E devo ammettere che a tratti mi riconosco per molti aspetti in questi racconti. Viene la voglia di fare e di fare sempre meglio. E’ poi un bene che i consumatori siano “istruiti” anche da questo lato, poiché il vino non è una bevanda qualunque. Occorre raccontare e poi raccontare, per non disperdere la cultura del vino in questo mondo globalizzato.
Purché non si banalizzi.
Condizionalità 2
Dopo il precedente post ironico, due parole d’approfondimento sulla “condizionalità”.
La “condizionalità” applica le direttive europee (Reg CE n. 796/04) e del Ministero dell’Agricoltura (D.M. 1254 del 21/12/2006), per la difesa dell’ambiente, della sanità pubblica, la salute delle piante e degli animali, il benessere degli animali (criteri di gestione obbligatori – CGO), e introduce l’applicazione di una Buona Condizione Agronomico Ambientale (BCAA) che la Regione Toscana ha approvato con delibera n. 135 del 26/02/2007.
Il tutto, in pratica, è visibile nella Dichiarazione Unica Aziendale dell’ARTEA che ogni azienda agricola deve dichiarare e sottoscrivere.
Mi sembra una buona cosa il tutto, ma la comunicazione per spiegare e diffondere le norme è stata quasi inesistente presso gli agricoltori.
Aggiungo poi che i sindacati degli agricoltori, a mio parere diventati solo interfaccia delle istituzioni e sempre meno rappresentativi dei medesimi, non stanno cogliendo il malumore degli agricoltori. Infatti, occorre ora per ogni burocrazia, (come la domanda d’attribuzione del gasolio agricolo o fare le dichiarazioni di produzione o chiedere contributi o fare domande d’estirpazione o di reimpianto o ancora per compilare i registri o spiegazioni sulla condizionalità, ecc.) passare dal sindacato, detentore del fascicolo aziendale. In pratica per esercitare la professione d’agricoltore occorre pagare e poi pagare sempre di più perché non è più possibile fare da sé.
Più burocrazia + profitto, poiché tutto è a pagamento. E’ come se un medico dovesse pagare per visitare i propri pazienti.
I malumori serpeggiano tra gli agricoltori toscani e tutti noi ci domandiamo:
Ma chi ce lo fa fare di continuare così? Quale potrebbe essere la forma di lotta per contrastare questo stato di cose?
Vedremo presto il seguito.
Condizionalità
Finalmente! Stavo in pensiero! Ho ricevuto la lettera di convocazione per il rispetto della CONDIZIONALITA’, (Normativa europea, obblighi per le aziende agricole che richiedono premi e sussidi comunitari). Durante le vacanze natalizie e l’ultimo dell’anno mi pareva di asfissiare, sono dovuto andare dal dottore. Mi ha diagnosticato l’astinenza da burocrazia. Ero a rota. Non sapevo più dove battere la testa che mi ruotava continuamente: io ho bisogno di burocrazia, l’amo, senza non so più vivere e come recita la lettera, corro a "Prendere subito appuntamento per la Condizionalità, presso la sede della nostra organizzazione a te più vicina. Ciò è importante per evitare sanzioni, le riduzioni e penalizzazioni sui premi e aiuti comunitari che dovrai o vorrai richiedere e ottenere (PAC e PSR) ".
Ora sto molto meglio e speriamo che il servizio sia caro!
P.S. il massimo della felictà l'ho raggiunto quando nella lettera ho letto, in grassetto, che "La normativa è soggetta a controlli già avviati sulle aziende dagli enti competenti": è troppo, è troppo...



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