Dicembre 2007

DLMM GVS
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Dicembre 2007
Pagine:

Vino e qualità ambientale

di caparsa (23/12/2007 - 10:54)

Come molti sanno, il giudizio del vino si basa sull’esame visivo (limpidezza, colore, fluidità), l’esame olfattivo (intensità, persistenza, qualità), l’esame gustativo (zuccheri, alcoli, polialcoli, acidi, tannini, sali minerali, struttura, equilibrio, intensità, persistenza) e lo stato evolutivo. A mio parere, il giudizio finale si deve basare sulla tipicità ed anche sulla salubrità del vino.

La salubrità del vino, dovrebbe essere ricavata dalla qualità ambientale su cui opera una determinata azienda. Parametri favorevoli sono le produzioni biologiche, biodinamiche, o semplicemente di rispetto ambientale facilmente visibile in campagna. Devo invece costatare che anche in zone favorite da un ambiente sano, l’uso dei diserbanti, ad esempio, aumenta. Se in particolari territori facilmente delimitabili, come ad esempio nel piccolo Comune di Radda in Chianti, si lanciasse l’idea di una moratoria sull’uso dei diserbanti, il valore dei vini prodotti potrebbe aumentare di molto, sia per immagine sia per concretezza.

L’idea è di verificare la possibilità di mettere insieme e d’accordo le aziende di un territorio per aumentare la qualità ambientale e quindi aumentare il valore aggiunto dei vini lì prodotti: un circolo virtuoso per produttori consumatori e ambiente.

E’ un sogno?

Vota questo post

Denuncie di produzione: l’odissea telematica

di caparsa (13/12/2007 - 22:07)

Ogni anno ci sono modifiche per la compilazione delle denunce di produzioni vitivinicole.
In Italia, si deve sempre complicare la semplicità.
I responsabili delle grandi aziende forse non si accorgono delle nuove complessità delle denunce obbligatorie: hanno le strutture dedicate. Quest’anno le denunce di produzione devono essere fatte, in Regione Toscana, solo in forma telematica ad ARTEA: devono essere compilate particella per particella, vigneto per vigneto, qualità d’uva e rivendicazioni. E’ quindi possibile fare la denuncia solo tramite professionisti o sindacati. Per la compilazione occorre frequentare corsi, leggere le News, accedere al forum internet, e poi essere esperti telematici, matematici e avere la password.
Io che sono abituato alla concretezza (ho cinque figli e gli insegnamenti degli scomparsi contadini) mi rendo conto solo di una cosa: per la denuncia di produzione, occorrono tre giorni della (mia) vita, consumare 25 litri di benzina, una risma di fogli, incazzarsi e litigare con la compagna per il tempo perso.

Questa la mia recente esperienza:
Ho sempre fatto la dichiarazione di produzione con i miei mezzi, semplicemente dichiarando il totale di quanto prodotto. Alla luce delle novità mi sono recato presso il mio sindacato per la compilazione; mi hanno chiesto 80 euro (= 160.000 delle vecchie lire, vale a dire più di uno stipendio per una giornata di lavoro), riscontrando che la dichiarazione era complicata dal fatto che avevo estirpato un vigneto dopo vendemmia. Taglio corto e decido di affidarmi al Consorzio Chianti Classico, gratuitamente (poiché sono socio da 30 anni). Mi reco al Consorzio dedicando una seconda giornata, e anche lì un’odissea: il programma è talmente complicato che per la compilazione della denuncia sono occorse tre ore, oltre il viaggio d’andata e ritorno a San Casciano V. di Pesa.
La cosa non finisce qui, poiché dovrò poi passare alla posta, fare la coda per un versamento di cinque euro, e poi ritornare alla mia confederazione, detentori del fascicolo aziendale, per la notifica.
Non ho parole...
Solo tre mesi prima ho avuto il controllo del Consorzio, in campo e sulla carta di superfici, produzione massima per vigneto, particelle, ecc.: tutto è stato rilevato e fotografato. Non riesco a capire perché si deve burocratizzare un semplice numero: la quantità prodotta. Forse la vera ragione è che gli italiani preferiscono la burocrazia al lavoro manuale.
Ognuno faccia le proprie riflessioni.

Vota questo post

Eccesso di Marketing

di caparsa (05/12/2007 - 13:35)

Torno da Roma da una fiera di vino. Incontro molti addetti ai lavori di numerose aziende, e tutti mi confermano che il marketing è decisivo per la vendita dei vini. Non è molto importante la qualità del vino: è decisiva l’immagine, la comunicazione, il marketing.

Il costo per sostenere la promozione del vino può raggiungere anche l’80% del valore di una bottiglia. Tenendo presente che questi costi sono addebitati al consumatore finale, mi sembra tutto così irreale e stronzo.
Le pubblicità (sempre in aumento) in televisione, sui giornali, sulle riviste, e poi le partecipazioni alle fiere, gli omaggi, gli opuscoli, e poi le bottiglie pesanti, le etichette d’oro, d’argento, con i diamanti, ecc., ecc. danno sì lavoro a moltissime persone, ma lo squilibrio tra costo di produzione e quelli del marketing è spropositato.
L’esteticità voluttuaria del vino è molto cara: la qualità del vino è il contenitore, non il contenuto.

E’ come vedere una donna vestita firmata e poi scoprire che è stupida e brutta. Io preferisco il contenuto, meglio una donna vestita con capi del mercato e poi scoprire che è bellissima e intelligente.

Tag: Marketing,vino

Vota questo post