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Chiesa e Vino

di caparsa (26/10/2007 - 08:15)

Ho ricevuto una circolare del Consorzio Chianti Classico via internet a tutti i soci:

1) Per conto del Capitano Generale della Lega del Chianti, trasmettiamo in allegato l'invito alla Celebrazione della Santa Messa delle Investiture, inoccasione del Capitolo Annuale, in programma alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze, il 27 ottobre alle ore 10.00.
Gerardo - Marketing e Comunicazione Consorzio Chianti Classico

Il marchio Gallo Nero e indirettamente il Consorzio Chianti Classico ha origine dalle antiche “Leghe del Chianti”, ordini religiosi d’epoca medioevale. Io ho gran rispetto per queste origini. Le cerimonie con i Legati e le Dame e il Vescovo Titolare di Satafi, Ausiliare e Vicario Generale di Firenze, Legato di Collare, Correttore della Lega del Chianti, e il Vescovo di Fiesole, Legato di Collare e il Vescovo d’Arezzo, Legato di Collare, nella magnifica Cattedrale Metropolitana di Santa Maria del Fiore, sono perfettamente legittime.

Mi domando però se è giusto dedicare tempo (ed eventuali finanziamenti) per queste cerimonie.

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In Chianti, quale futuro per grandi e piccoli produttori?

di caparsa (16/10/2007 - 20:13)

I numerosi artigiani del vino, o piccole proprietà contadine, convivono con le grandi imprese.

I grandi hanno bisogno dei piccoli per vendere l’immagine del territorio e per avere anche la materia prima. I piccoli hanno bisogno dei grandi per vendere all’ingrosso i loro prodotti, le eccedenze o le qualità scadenti.

La questione però è questa: non è possibile continuare ad applicare le stesse regole“burocratiche” per entrambi.

Se si vuole la sopravvivenza delle piccole proprietà, molto dipenderà dalla capacità del sistema di snellire il costoso carico burocratico a loro carico. Questo garantirà anche la miglior competitività delle grandi imprese globalizzate.

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Chicchi d’uva di 2300 anni fa…

di caparsa (02/10/2007 - 22:15)

Prima di noi gli etruschi facevano il vino in Chianti, un alimento sano e conservabile. Lo testimonia il ritrovamento di due chicchi d’uva carbonizzati, datati 2300 anni dagli archeologi, ritrovati nell’insediamento sul Monte alla Croce (Radda in Chianti). I chicchi ora sono presso il museo archeologico di Castellina in Chianti (www.museoarcheologicodelchianti.it/).

Questi chicchi d’uva sono importanti. Sono la nostra storia. Sono la nostra origine culturale. Sono l’identità e l’originalità del territorio.

Quando nel 2004 scrissi al C.d.A. del Consorzio Chianti Classico, in tempo di crisi dei prezzi: “… sono d’accordo per la riduzione del 20%, se non altro per moralizzare e qualificare tutto il comparto che a mio parere risente di un’importante crisi d’identità più che di mercato…” si riferiva ad una perdita di autocontrollo e identità dei produttori. Produttori che si lasciano fare le dichiarazioni di produzione dalle cooperative e case vinicole, oppure produttori che fanno dichiarazioni di produzioni senza vigne, o di peggio.

Qualcuno è andato in galera, qualche decina di migliaia di ettolitri sono stati declassati, il prezzo del vino Chianti Classico è aumentato  ma credo che sia importante il recupero e la conoscenza delle nostre origini se si vuole un cambiamento in meglio del nostro vino e delle nostre anime…

On line il libro "Veglie a Porcignano" del Prof. Reginaldo Cianferoni:  http://www.museoarcheologicodelchianti.it/veglie.pdf  

Tag: Chianti,mercato,storia,vino

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